I CONSIGLI DELLA LEAGUE - MARZO 2017

venerdì 31 marzo 2017

Buon pomeriggio lettori!

 

Anche questo mese, come per quello di febbraio, ecco di nuovo I consigli della League, ideata da Consuelo di PallediNevediCo.

 

 


 

La Blogger League è un gruppo Facebook nato con l’intento di fare amicizia tra i vari blogger, pubblicizzare i propri post, seguendo un preciso calendario settimanale e dare vita a iniziative che coinvolgano tutti noi della Blogosfera.

 

Per chi volesse dare un’occhiata e/o entrare a far parte della famiglia, il link al gruppo è questo: Blogger League

 

Ma ora, bando alle ciance e passiamo ai consigli del mese di marzo!

 

 


 

Il mio consiglio del mese è I Giardini della Luna di Steven Erikson.

 

Questo è uno dei capisaldi del genere fantasy e finalmente sono riuscita a metterci le mani sopra *risata satanica*. La storia, in questo primo volume, è molto “confusionaria”, nel senso che le trame che si sviluppano sono molteplici e spesso e volentieri non sembra esserci uno scopo preciso, però la Saga è abbastanza lunga e ho letto che diventa tutto molto più chiaro con l’avanzare della storia. Il mondo creato da Erikson è davvero originale, innovativo e soprattutto i personaggi sono caratterizzati in maniera così precisa e ricca che è impossibile non innamorarsene. Per me questa Saga è già una droga, perciò vi consiglio di cominciarla subito se siete amanti del genere.

 

 

 

Il blog Scheggia tra le pagine consiglia We Should All Be Feminist di Chimamanda Ngozi Adichie.

 

Un libro piccolo e intenso. Attraverso l’esperienza di chi parla, ci si rende conto di quanto il termine “Femminista” sia legato a un significato negativo, quando invece ci si dovrebbe sentire tutti Femministi, in senso positivo. Una lettura che non potete perdervi e che bisogna leggere con il sorriso, per sconfiggere alcuni assurdi pregiudizi sulle donne.

 

Link alla recensione: We Should All Be Feminist

 

 

 

Il blog Una Buona Lettura consiglia La Melodia Sibilante di Claudia Piano.

 

“La melodia sibilante” fa parte della saga “Armonia”. Questo mese ho letto il secondo e il terzo romanzo della serie e li ho adorati, quindi vi consiglio l’intera saga partendo dal primo volume, appunto “La melodia sibilante”. 

 

Principalmente mi piace l’ambientazione: una scuola in versione fattoria, immersa nella natura e lontana da tecnologia e inquinamento. Questo mondo è abitato dagli animusi (simpatici animaletti, nati dall’incrocio magico di due animali). In più tutta la magia è prodotta dalla musica, con cui si può fare ogni cosa. Oltre a questo l’avventura della protagonista si fa sempre più intrigante e piena di colpi di scena, soprattutto dal terzo romanzo. Una storia piena di amicizia, amore e problemi di ogni tipo.

 

Link alla recensione: La Melodia Sibilante

 

 

“La melodia sibilante” fa parte della saga “Armonia”. Questo mese ho letto il secondo e il terzo romanzo della serie e li ho adorati, quindi vi consiglio l’intera saga partendo dal primo volume, appunto “La melodia sibilante”. 
Principalmente mi piace l’ambientazione: una scuola in versione fattoria, immersa nella natura e lontana da tecnologia e inquinamento. Questo mondo è abitato dagli animusi (simpatici animaletti, nati dall’incrocio magico di due animali). In più tutta la magia è prodotta dalla musica, con cui si può fare ogni cosa. Oltre a questo l’avventura della protagonista si fa sempre più intrigante e piena di colpi di scena, soprattutto dal terzo romanzo. Una storia piena di amicizia, amore e problemi di ogni tipo.

 

 

Il blog La Nicchia Letteraria consiglia Chiamami Anam di Igor Damilano e Chiara Lacalamita.

 

Il primo aspetto che affascina di questo libro è sicuramente il linguaggio utilizzato, che ci permette di viaggiare non solo nella storia raccontata ma anche nel vastissimo mondo della lingua italiana, la cui potenza viene molto spesso sottovalutata, non rendendole, perciò, la giustizia che merita. "Chiamami Anam" è un piccolo romanzo dove viene celebrato l'Amore con la A maiuscola, non il semplice sentimento, la cui complessità rimane in ogni modo non banale, ma uno stile di vita che ci salva da ciò che siamo, rendendoci migliori al nostro sguardo critico e analitico, perfetti agli occhi di chi ci osserva davvero nel profondo: non è solamente un'opera diversa, ma è quella che fa la differenza.

 

Link alla recensione: Chiamami Anam

 

 

 


 

Il blog Un Angelo Caduto consiglia Tutta la pioggia del cielo di Angela Contini.

 

Ho scelto di condividere questo libro per il semplice fatto che è un romanzo semplice per certi versi dato che non c'è una trama originalissima nè particolari colpi di scena, ma si ama per quello che è  ovvero una semplice e meravigliosa storia d'amore. Sono come due realtà contrapposte, due vite, la donna in carriera di  Chicago, una "letterata folle", e un fattore del Vermont si incontrano,  si scontrano, e si riuniscono per la vita nel giusto finale che anche  secondo me meritano.

 

Link alla recensione: Tutta la pioggia del cielo

 


 


 

Questi sono i consigli del mese. E i vostri? Avete letto qualcuno di questi libri?


Alla prossima!

 

Mara

Review | "Inherited" by Freedom Matthews

giovedì 16 marzo 2017

Un buon pomeriggio a tutti, lettori appassionati!

 

Riemergo dal letargo post-Master cercando di recuperare le mille-mila recensioni arretrate *sigh*

Non voglio abbandonare questo blog come è successo per tutti quelli che ho aperto e poi chiuso prima di decidermi ad aprire questo posticino-ino, perciò ho stilato un bel calendario e sono pronta a mettermi sotto e recuperare tutte le recensioni, prima che raggiungano un numero spropositato e impossibile da controllare.

 

Partiamo (anche in senso letterale) con un libro la cui lettura risale a questa estate (e vabè, ve l’ho detto che erano recensioni arretrate, no?): Inherited di Freedom Matthews.

 

Cominciamo con la scheda e la trama del libro in questione:

 

 

Paperback: 347 pages

Publisher: Oftomes Publishing

Language: English

Prezzo (copertina flessibile): € 16,62 

Prezzo (formato digitale): € 2,99 (GRATIS con Kindle Unlimited)

 

Trama:

 

Se dicendo ti amo ti condannassi a morte, lo diresti lo stesso?

 

La Wilted Rose, quella delle favole e del folklore, è una nave pirata con una ciurma molto sfortunata, a cui non è concesso amare. Della ciurma fa parte anche Valencia (detta Lennie) Roux. Cresciuta in un bordello ed erede della maledizione che le impedisce di amare, Lennie non si aspetta certo di suscitare l’interesse di qualcuno. Eppure, con l’arrivo sulla nave di Nathaniel dagli occhi brillanti, Lennie è divisa tra la voglia di conoscerlo meglio e la paura di ciò che comporterebbe quella conoscenza.

 

Con Nathaniel la ciurma conta un totale di sei pirati e la Wilted Rose è pronta per partire alla ricerca degli ultimi due eredi. Sperano che, una volta riuniti, possano convincere la strega responsabile della maledizione a liberarli; ma in attesa negli abissi si nasconde un vecchio nemico della Wilted Rose, determinato a portare a termine la sua ricerca e a sconfiggere i suoi rivali.

 

Gli otto eredi, insieme, combatteranno per la sopravvivenza, per l’amicizia e per l’amore.

 

(da Goodreads - traduzione mia)

 

 

La trama mi aveva coinvolta sin da subito, perché, diciamocelo, cosa c’è di meglio di una nave di pirati maledetti che cerca di porre fine a una maledizione lanciata da una Strega che impedisce loro di amare? Beh… forse qualcosa di meglio c’è.

Se la trama è intrigante, misteriosa quanto basta e molto suggestiva, il libro nella sua totalità è tutto l’opposto.

 

Spesso e volentieri ho trovato la storia densa di cliché, con Valencia (la protagonista femminile principale) che non ha idea di chi sia suo padre, perché é cresciuta in un bordello e solo la bontà delle altre occupanti le ha impedito di finire a fare la stessa fine della madre fin da bambina, sebbene, prima di conoscere la maledizione si sia guadagnata da vivere prostituendosi; una ciurma composta dalle solite macchiette, quelle che si incontrano anche nel film Pirati dei Caraibi, per intenderci: il saggio, quello che se ne sta sempre per fatti suoi, quello che, chissà come, si ritrova sempre con un pappagallo sulla spalla; l’ambientazione è piuttosto monotona e anche quando si torna sulla terra ferma per brevi periodi, tutto è descritto in maniera molto confusionaria, quasi non abbia idea neanche la scrittrice dove si trovi e questo il lettore, ahimè, lo percepisce; i poteri della Strega che ha lanciato la maledizione sono scontati, così come la descrizione delle “battaglie” e per finire, la storia d’amore: zeppa di cliché e di letto centinaia di volte nei romanzi d’amore: la bella incompresa che si innamora del bel tenebroso gentile, intelligente, che farebbe follie per lei e che è disposto ad accettare il suo passato, qualunque esso sia pur di averla al suo fianco.

 

Insomma, non posso addentrarmi molto nella psicologia dei personaggi, perché se vorrete leggerlo, rischierei di rovinarvi praticamente tutto, però sappiate che non andate incontro a un grande fantasy o a un grande romanzo d’avventura, non al livello di ben altri libri, comunque.

 

Ammetto che questo è stato forse uno dei primi romanzi attuali che io abbia mai letto che abbia come protagonisti dei pirati, perciò forse il mio giudizio non è attendibile al cento per cento, perché ho come metro di paragone soltanto i classici Moby Dick di Herman Melville (che non ha come protagonisti dei pirati, ma parliamo pur sempre di avventura in mezzo al mare) e un romanzo forse un pelo più recente, Blu oltre la prua di Patrick O’Brian che, nonostante abbia trovato molto lento in alcuni punti, presenta una serie di dettagli e una stupenda capacità narrativa da parte dell’autore che riesce a fare la differenza.

Forse i libri ambientati in mezzo al mare non sono esattamente il mio genere.

 

Inherited fa parte di una Saga, ma come avrete ben capito dalla mia recensione, non ho intenzione di continuarla, sebbene a malincuore perché, a mio avviso, le premesse c’erano tutte.

 

Posso solo consigliare la lettura a chi si aspetta azione sì, ma contenuta, una storia d’amore da fiaba e una spruzzata leggera di fantasy e poi… beh, tanta acqua :D

 

Il mio voto finale é di: 2.00/10.00

 

E voi, pensate di leggerlo? Ne avete già sentito parlare?

Alla prossima!

 

 

Mara

I CONSIGLI DELLA LEAGUE - FEBBRAIO 2017

martedì 28 febbraio 2017

Buongiorno lettori!

 

In questo periodo sono piuttosto latitante perché, nonostante io abbia diverse recensioni pronte, non ho davvero la testa per programmare tutti i vari post e sto lasciando questo blog alla deriva. Cercherò di recuperare nei prossimi giorni, promesso.

 

Comunque, sono qui per inaugurare, insieme ad altre blogger, una rubrica a cadenza mensile, I consigli della League, ideata da Consuelo di PallediNevediCo.

 

 


 

La Blogger League è un gruppo Facebook nato con l’intento di fare amicizia tra i vari blogger, pubblicizzare i propri post, seguendo un preciso calendario settimanale e dare vita a iniziative che coinvolgano tutti noi della Blogosfera.

 

Per chi volesse dare un’occhiata e/o entrare a far parte della famiglia, il link al gruppo è questo: Blogger League

 

Ma ora, bando alle ciance e passiamo ai consigli del mese di febbraio!

 

 


 

Il mio consiglio del mese è La figlia del mercante di seta di Dinah Jefferis. Ho scelto questo libro perché l’atmosfera è davvero bellissima, sembra di essere lì con tutti i protagonisti; perché si parla di amore, ma anche di famiglia, di dolore, di sacrificio e perché mi ricorda molto “Il Cavaliere d’Inverno” di Paullina Simmons, quindi lo consiglio anche a chi ha amato questo libro. La recensione, ahimè, non è ancora pronta, ma spero lo sarà presto.

 

 

 

Il blog Una buona lettura consiglia Come in primavera di Lucia Cantoni. Consiglio questo romanzo perché, come ho anche scritto nella mia recensione, non amo il genere rosa eppure questo libro mi è piaciuto moltissimo. Una bella storia con alcuni aspetti originali e imprevedibili. Link alla recensione: http://unabuonalettura.blogspot.it/2017/02/come-in-primavera-di-lucia-cantoni.html

 

 

 

Il blog Ennesimo Book-blog consiglia Shatter me di Tahereh Mafi. Consiglio questo libro perchè è il primo di una serie davvero interessante per me che amo i distopici e nonostante gli altri due siano meglio direi di cominciare consigliando il primo. Link reecnsione: http://ennesimobookblog.blogspot.it/2017/02/shatter-me-tahereh-mafi.html

 

 

 

Il blog Libri, libretti, libracci consiglia Crave the Mark di Veronica Roth. Ho scelto questo libro perché unisce il genere sci-fi che adoro al fantasy, inoltre ha un’ambientazione incredibilmente affascinante e una protagonista che evolve, matura e affronta cambiamenti diventando sempre più forte e sicura di sé. Link alla recensione: http://librilibrettilibracci.blogspot.it/2017/02/recensione-carve-mark-i-predestinati.html

 

 

Questi sono i consigli di questo mese. E i vostri? Avete letto qualcuno di questi libri?


Alla prossima!

 

Mara

Recensione - "Harry Potter e la Pietra Filosofale"

mercoledì 25 gennaio 2017

Buon pomeriggio lettori!

 

Oggi doppio post per la gioia di tutti :D

 

La carinissima Consuelo di Palle di Neve di Co. nonché guida del gruppo Facebook Blog League Event che riunisce i blogger, permettendo loro di condividere i propri post secondo un calendario già stabilito e di cui potete trovare traccia qui, ha organizzato una fantastica maratona dedicata a Harry Potter che durerà per quasi tutto il 2017, guidandoci nella rilettura dell’intera Saga e nella visione (la millesima, ormai :D) dei film della stessa.

 

Questo mese abbiamo riletto, tutti insieme appassionatamente, Harry Potter e la Pietra Filosofale.

 

Ho approfittato di questa fantastica iniziativa per diversi motivi: innanzitutto, perché sono anni che dico che voglio rileggere la Saga di Harry Potter e tra altri libri in attesa, Università, esami e stress vari, non l’ho mai fatto; in secondo luogo perché posso considerarlo il modo migliore per festeggiare la mia completa uscita dall’universo dello studio dopo il Master che ho concluso agli inizi di gennaio; e in ultimo, perché quale momento migliore dell’inverno per addentrarsi nuovamente nelle avventure del mago più famoso del mondo?

 

Inoltre, ho preso due piccioni con una fava, perché ho riletto il primo volume dalla nuova edizione illustrata di Harry Potter che mi sono regalata due anni fa. Finora sono usciti i primi due volumi, ma ogni anno (verso fine ottobre-novembre) per sette anni (ora cinque) ne uscirà uno (sia benedetta la Salani che ci vizia così).

 

Ma partiamo con la scheda del libro.

 

 

Edizione: 245 pagine con illustrazioni

Editore: Salani

Lingua: Italiano

Prezzo: € 24,65 (su IBS.it)

 

 

Trama

 

Nel giorno del suo undicesimo compleanno, la vita di Harry Potter cambia per sempre. Una lettera, consegnata dal gigantesco e arruffato Rubeus Hagrid, contiene infatti delle notizie sconvolgenti. Harry scopre di non essere un ragazzo come gli altri: è un mago e una straordinaria avventura lo aspetta…*

 

*tratto da IBS.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovete sapere che il mio rapporto con Harry Potter è stato molto controverso e questo perché sono sempre stata una persona anticonformista, a cui non piace dare troppa importanza a quello che fanno gli altri o a cosa va di moda.

Beh, quando frequentavo la seconda/terza elementare Harry Potter era sbarcato al cinema e tutti non facevano altro che parlarne. Era iniziata anche la collezione delle figurine!

Non sopportavo più i miei compagni di classe che discutevano dei personaggi, che si scambiavano le figurine, che mi regalavano addirittura i doppioni, sebbene io non li volessi (devo ancora avere la figurina di Ron da qualche parte…). Non solo non ero andata al cinema a vederlo (io e il cinema ci frequentavamo poco, all’epoca), ma non sapevo neanche dell’esistenza dei libri.

 

Un bel giorno, anzi, dovrei dire sera, mio padre rientra da un viaggio di lavoro a Roma e siccome era solito comprarmi sempre un piccolo regalino (di solito un libro, proprio una cosa a caso…), estrae dal borsone questo bel pacchetto color cielo e io lo scarto tutta contenta, pregustandomi già la prossima lettura e invece… Harry Potter e la Pietra Filosofale mi osserva dalle mie mani e io trascorro una settimana a inveire contro mio padre che sapeva benissimo che Harry Potter non mi piaceva, che avrebbe dovuto regalarmi qualcos’altro. Inutile dirvi che il povero libro è stato abbandonato in un armadio per mesi prima che mi decidessi a dargli una possibilità.

 

 

Neanche allora, però, le cose filarono lisce. I primi capitoli erano di una noia mortale e lo abbandonai senza pentimenti. Quando mi ritrovai senza più nulla da leggere, gli diedi un’altra possibilità, saltando i primi capitoli e ritrovandomi catapultata nel mondo che ormai tutti ben conoscono: Hogwarts.

 

C’è bisogno di dire che mio padre fu costretto, da allora, a comprarmi tutti i volumi al ritorno da un viaggio e che era lui che mi accompagnava ad acquistarli in libreria quando uscivano i nuovi capitoli?

 

Sono costretta a ripetermi: i primi capitoli (ma questo vale per qualsiasi libro della Rowling, a mio avviso) li trovo sempre noiosi e non fa eccezione questa rilettura. Vado molto a rilento nella lettura e penso che, in fondo, non mi interessa affatto sapere cosa diavolo fa Harry tutto il giorno.

Poi, finalmente, arriva Hagrid con il suo modo di fare goffo e un po’ rozzo e tutto, da lì in poi, si illumina, diventa magico.

Diagon Alley con i suoi negozi, la Gringott, i maghi e le streghe vestiti in maniera stravagante…

Mi è davvero mancato vestire i panni di Harry, Ron e Hermione, così come mi era mancato esplorare Hogwarts con loro.

 

La Rowling ha un modo tutto speciale di raccontare le avventure e di caratterizzare i vari personaggi, che speri sempre che il libro duri all’infinito, che non si interrompa mai, perché, a quel punto, potrebbe anche raccontarmi cosa ha mangiato a pranzo o come si cucina il tacchino ripieno, che rimarrei comunque incollata per ore alle pagine.

 

 

La prima avventura del Trio poi, è ancora più intensa, perché ancora non li conosciamo bene, ma sentiamo quasi di averli intorno, come se vivessimo quelle avventure con loro, come se fossimo presenti anche noi nel Castello, ma li seguissimo da lontano, sorridendo quando fanno qualche battuta, preoccupandoci quando combinano qualche guaio, alzando gli occhi al cielo quando Hermione assume l’atteggiamento da so-tutto-io, esultando quando trionfano e facendo il tifo quando Harry gioca a Quidditch e riesce ad acchiappare il boccino, quasi ingoiandolo.

 

Insomma, come ci si può dimenticare della propria infanzia e della propria adolescenza? Io la rivivo insieme a Harry & Co. anche solo sfogliando uno dei libri della Saga.

 

Non chiedetemi del mio personaggio preferito di questo primo capitolo perché lì davvero sarei in difficoltà *coff coff Silente coff coff*.

 

 

Mi rendo conto che probabilmente questa non è neanche una vera recensione, quanto una specie di flusso di coscienza mal riuscito, ma capitemi, ho seria difficoltà a mettere in ordine i pensieri quando si parla di un libro sentimentalmente così importante per me.

Cercherò di fare meglio con i prossimi capitoli ^_^

 

E voi, avete letto Harry Potter durante l’infanzia/adolescenza, oppure l’avete scoperto solo adesso? Qual è il vostro personaggio preferito?

 

Alla prossima!

 

 

Mara

Blogtour "Il Farmacista di Cracovia" di Tadeusz Pankiewicz - Seconda Tappa

 

 

 

Buongiorno lettori!

 

Dalla giornata di ieri e fino al 27 gennaio è partito un Blogtour dedicato al libro - testimonianza Il farmacista di Cracovia di Tadeusz Pankiewicz, disponibile proprio dal 27 gennaio per la UTET Libri.

 

La tappa di ieri sul blog A Tavola coi Libri la potete trovare qui.

 

Oggi il mio angolino si occuperà dei saggi storici e dei documentari inerenti il tema dell’Olocausto.

 

Come tutti saprete, il 27 gennaio è la Giornata della Memoria: approfondimenti, letture e visioni di film a tema sono spesso al centro di tale commemorazione, per non dimenticare, ma soprattutto per far in modo che atrocità del genere non si verifichino mai più.

 

Durante l’ultimo anno del liceo ho avuto la fortuna di avere una professoressa di Storia molto legata al tema che ci ha presentato e invitato a leggere una serie di saggi molto illuminanti sul tema dell’Olocausto e degli ebrei più in generale. Cercherò di illustrarveli nella maniera più chiara e semplice possibile, sperando di non annoiarvi, perché su questo tema, a mio avviso, c’è sempre molto da imparare.

 

 

I 186 gradini di Christian Bernadac (1974)


 

 

La cava era là, con i suoi 186 gradini irregolari, sassosi, scivolosi. Gli attuali visitatori della cava di Mauthausen non possono rendersi conto, poiché in seguito i gradini sono stati rifatti - veri scalini cementati, piatti e regolari - mentre allora erano semplicemente tagliati col piccone nell'argilla e nella roccia, tenuti da tondelli di legno, ineguali in altezza e larghezza.

 

 

Conosciuto anche con il nome di Tra i morti viventi di Mauthausen, I 186 gradini é un saggio redatto dal giornalista e scrittore francese Christina Bernadac sulla base di ricerche storiche e testimonianze dei sopravvissuti al campo di concentramento di Mauthausen, presso Linz, nell’Alta Austria.

 

Il campo di Mauthausen è stato uno dei più crudeli campi di concentramento in funzione durante il regime del Terzo Reich e ospitò, dal 1939 al 1945, oltre centocinquantamila deportati tra detenuti comuni e detenuti politici.

 

L’autore descrive con dovizia di particolari e con l’ausilio di documenti originali tra cui disposizioni scritte, lettere, circolari del comando SS e testimonianze di reduci, la vita all’interno del campo e nei sotto-campi di Mauthausen, una vera e propria fortezza del terrore:

 

Fortezza… Contemporaneamente fortino e acropoli, muraglie gigantesche. Granito e cemento armato dominanti il Danubio: strani speroni coperti da cappelli cinesi; fili spinati e porcellana intreccianti un'insuperabile rete elettrica di protezione. Sì! La più formidabile cittadella costruita sulla Terra dal Medio Evo. Mauthausen. Mauthausen in Austria. Mauthausen dai 155.000 morti.

 

Il titolo fa riferimento alla scalinata - la cosiddetta scala della morte - scavata nella roccia della collina su cui sorgeva il campo e che collegava una cava sottostante, aperta nel ventre dell’altura, per l’estrazione del granito.

La scala collegava le baracche in cui erano reclusi i deportati e le viscere della cava. I reclusi erano costretti a salire e scendere i centottantasei gradini della scala più volte al giorno, portando sulle spalle pesanti sacchi pieni di massi. Spesso l’uso della scala era un semplice pretesto per eliminazioni di massa.

 

I prigionieri, esausti per le ore di duro lavoro e arsi dalla sete e dalla fame, collassavano di fronte ad altri prigionieri che formavano la linea, travolgendone a decine in un terribile effetto domino. Le guardie armate, inoltre, si divertivano per scommessa a spingere di sotto qualche detenuto per vedere quanti altri ne venivano trascinati nella caduta.

 

Le brutalità non finivano qui: alcuni prigionieri venivano allineati lungo il bordo del precipizio conosciuto con il nome di muro dei paracadutisti e venivano costretti a scegliere tra un colpo di pistola o la morte del prigioniero vicino, che avrebbero dovuto spingere di sotto.

 

Approssimativamente, 122.000 internati trovarono la morte nel campo di Mauthausen.

 

 

Aushwitz spiegato a mia figlia di Annette Wieviorka (1999)

 

 

 

Il libro, scritto dalla docente di Storia Annette Wieviorka, è frutto del dialogo avuto con la figlia tredicenne, Mathilde. La ragazza aveva notato sul braccio di Berte, un’amica di Annette, un numero di colore azzurrognolo che la porta a spingersi a porre numerose domande alla madre sul perché di quel numero e su molti altri eventi verificatisi durante la Shoah. Annette, per nulla intimorita dalla curiosità della figlia, risponde in maniera esaustiva a tutte le domande.

 

 

 

Medico ad Aushwitz. Memorie di un deportato assistente del dottor Mengele di Miklòs Nyiszli (1946)

 

 

Pietra miliare della letteratura e della testimonianza concentrazionaria, il libro consiste in un saggio storico scritto dal medico di fede ebraica Miklòs Nyiszli poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con l’intento di raccontare le atrocità a cui aveva assistito da deportato all’interno del campo di Aushwitz.

 

Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1946 in lingua ungherese e successivamente è stato tradotto in diverse lingue. In italiano non esistono traduzioni dalla versione originale, ma solo mediate dal francese o dal polacco, pubblicate con diversi titoli.

 

*In questo libro racconta le circostanze nelle quali riuscì a evitare la morte nel lager di Auschwitz e negli altri tre campi di concentramento in cui fu trasferito durante le marce forzate (ricordate come le marce della morte) susseguenti l'evacuazione dalle varie zone di concentramento durante i concitati mesi che precedettero, fra l'inverno e la primavera del 1945, la fine del Terzo Reich.

Nel libro, Nyiszli - che in Germania aveva studiato e lavorato per dieci anni prima della guerra - narra gli orrori a cui ha assistito e la sua esperienza di deportato addetto ad un Sonderkommando (morti viventi il cui destino era quello di essere soppressi al termine di un servizio di quattro mesi) come braccio destro (suo malgrado) di Josef Mengele, uno dei responsabili della pratica di test medici sugli ebrei vittime dei campi di sterminio.

 

Al suo arrivo ad Auschwitz, Nyiszli si offrì volontario come medico e fu assegnato per il servizio di assistenza sanitaria alle baracche del settore 12. Notato da Mengele per la sua abilità professionale, fu da questi aggregato come medico anatomo-patologo al dodicesimo Sonderkommando e trasferito nel crematorio numero 1, appositamente per approntarvi e allestire una sala per le autopsie fornita delle più moderne attrezzature reperibili, come supporto alla criminale ricerca scientifica del dottor Mengele.

 

In questa sala settoria del crematorio i medici SS cercavano di trovare le differenze anatomiche tra la loro razza "ariana" e quella degli "inferiori". Nyiszli ci narra che stavano rapiti ad assistere alle autopsie che lui eseguiva, quasi con orgoglio e un nodo di commozione alla gola, certi di scoprire la chiave che dimostrasse la veridicità della loro dottrina “emogenetica".

 

Normali autopsie che però destavano questo immenso interesse tra i nazisti, esaltati e convinti di poter dimostrare scientificamente la loro superiorità genetica; alla fine furono solo osservazioni ed esperimenti empirici, come la ricerca della pietra filosofale, che oltre a misurare crani, annotare il colore degli occhi, pelle o capelli, ovviamente non portarono mai a risultati seri e concreti: la razza ariana come loro la concepivano semplicemente non esisteva.*

 

*tratto da Wikipedia - L’Enciclopedia libera

 

 

Da citare, in quanto anch’esso pietra miliare della letteratura sul genere, il saggio La banalità del male di Anna Arendt, di cui potete trovare qui ulteriori informazioni.

 

 

 

 

 

DOCUMENTARI


 

 

Notte e nebbia di Alain Resnais (1956)

 

Il documentario, realizzato nel 1956 su un progetto dello storico Henri Michel e con il patrocinio del Comité d’histoire de la Seconde Guerre Mondiale in occasione del decimo anniversario della Shoah, dura trentadue minuti e mostra materiali d’archivio incentrati sulle atrocità compiute dai nazisti, sulla vita nei lager e sugli internati, le vittime principali. Alterna immagini in bianco e nero a immagini a colori che rappresentano la contrapposizione tra il passato e il presente.

 

 

Paragraph 175 di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2000)

 

*Il film raccoglie la testimonianza di diversi uomini e donne che furono arrestati dai nazisti per omosessualità in base al paragrafo 175, la legge contro la sodomia del codice penale tedesco, che risaliva nella prima stesura al 1871, e che fu inasprito dai nazisti.

 

Tra il 1933 e il 1945, 100.000 persone furono arrestate in base al paragrafo 175. Alcuni di essi vennero imprigionati, altri mandati in campo di concentramento. Solo 4.000 sopravvissero.

 

Nel 2000, si sapevano ancora in vita meno di dieci di questi uomini. Cinque di loro uscirono allo scoperto nel documentario e raccontarono le loro storie, considerate le ultime del Terzo Reich rimaste ancora sconosciute, per la prima volta: Karl Gorath, Heinz Dormer, Pierre Seel, Albrecht Becker, Heinz F.

 

Paragraph 175 racconta di un vuoto nella memoria storica ufficiale e ne rivela le conseguenze che ancora persistono, raccontate dalle storie private di uomini e donne che le hanno vissute: il combattente della resistenza gay e per metà ebreo che negli anni della guerra aiutò i rifugiati a Berlino; l'ebrea lesbica che fuggì in Inghilterra con l'aiuto della donna che amava; il fotografo tedesco, cristiano, che, arrestato e incarcerato per omosessualità e successivamente rilasciato, si arruolò nell'esercito poiché "voleva stare con degli uomini”; Pierre Seel, un ragazzo dell'Alsazia-Lorena che vide il suo amante torturato e ucciso in un lager.*

 

*tratto da Wikipedia - L’Enciclopedia libera

 

 

I miei suggerimenti di lettura e approfondimento terminano qui. Per quanto tutto questo sia triste e spesso non si ha voglia di sentirne parlare perché assistiamo ogni giorno a ingiustizie, violenze e razzismo, è importante mantenere vivo il ricordo di tutti coloro che hanno sofferto nei campi di concentramento, per non ripetere gli stessi errori.

 

Vi ricordo le altre tappe del Blogtour:


26/01 Hook a Book - Libri/Film sulla Memoria

 

27/01 Lo Specchio dell’Anima - Recensione del libro Il Farmacista di Cracovia di Tadeusz Pankiewicz

 

 

Alla prossima!

 

 

Mara

 
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